Il 15 ottobre, EFFE e Assindatcolf hanno riunito al Parlamento europeo ricercatori, rappresentanti della Commissione europea, organizzazioni dei datori di lavoro e sindacati in occasione dell’incontro «Dal riconoscimento al dialogo sociale: costruire il futuro del lavoro domestico in Europa». L’evento si è svolto sotto il patrocinio dell’eurodeputata Idoia Mendia, nell’ambito del progetto europeo BUILD (Building social partner capacity & social dialogue in labour-intensive sectors), che mira a rafforzare le capacità delle parti sociali e il dialogo sociale nei settori ad alta intensità di manodopera. Si inseriva inoltre nel ciclo Family (Net) Work – Workshop on Home, Family and Domestic Work. Questa rete di riflessione, promossa da Assindatcolf, riunisce diversi centri di studio ed EFFE per mettere a confronto le analisi nazionali ed europee sul lavoro domestico, in particolare attraverso un rapporto annuale. L’incontro si è svolto in un momento cruciale, mentre l’Europa prepara i prossimi quadri di riferimento sul lavoro di qualità e sull’assistenza, con il Quality Jobs Act, annunciato per il quarto trimestre del 2026, e il futuro European Care Deal, atteso nel 2027.
Oltre 10 milioni di persone lavorano in Europa nei servizi alla persona e alla famiglia, circa il 4% dell’occupazione europea. Nel corso dell’incontro sono stati presentati gli ultimi due capitoli del Rapporto Family (Net) Work 2026: quello di Assindatcolf, che ripercorre le principali misure adottate di recente per il settore in Italia, e quello di EFFE, dedicato alla Spagna, con il contributo della professoressa Maria Gema Quintero Lima (Universidad Carlos III de Madrid). Sono stati accompagnati dai risultati del PHS Employment Monitor 2026, un’indagine che ha raccolto oltre 8.000 risposte da lavoratori, datori di lavoro, utenti dei servizi e organizzazioni del settore in 36 Paesi e in 26 lingue.
In Italia, nel 2025 il settore contava 804.464 lavoratori domestici regolari, il 2,3% in meno rispetto all’anno precedente, con un tasso di irregolarità stimato al 55,4%. Tra i datori di lavoro italiani che hanno partecipato all’indagine, la prima priorità è rendere i servizi più accessibili dal punto di vista economico (36,2%), seguita da regole più flessibili per l’assunzione di lavoratori immigrati (35,4%) e da una forza lavoro meglio formata (35,3%). Un maggiore riconoscimento istituzionale si colloca al quarto posto (33,9%).
«Il costo del lavoro domestico è una questione centrale per le famiglie, in Italia come in altri Paesi dell’UE», ha sottolineato Andrea Zini, presidente di Assindatcolf e di EFFE. Secondo lui, intervenire su questo fronte permette di sostenere le famiglie, ma anche di aiutare i lavoratori a uscire dall’irregolarità e di rendere il settore più attrattivo.
Una tavola rotonda moderata da Aude Boisseuil, delegata generale di EFFE, ha messo a confronto tre situazioni: l’Italia, dove un contratto collettivo struttura il settore; la Spagna, dove non esiste un organismo di dialogo dedicato; e la Francia, dove il modello paritetico è consolidato. Il dibattito ha riguardato il potenziale e il riconoscimento del settore, i punti di forza e i limiti del dialogo sociale, nonché il ruolo dell’Unione europea e degli Stati.
È emerso un punto fermo: il riconoscimento non può ridursi a una dichiarazione di principio né alla sola lotta al lavoro sommerso. Richiede condizioni di lavoro dignitose, un accesso effettivo alla protezione sociale, un’adeguata prevenzione dei rischi, la valorizzazione delle competenze e una rappresentanza che consenta ai lavoratori come ai datori di lavoro di partecipare alle decisioni che li riguardano.
I partecipanti hanno sottolineato il ruolo che l’Unione europea potrebbe svolgere per sostenere questa dinamica, migliorare la conoscenza del settore e incoraggiare il dialogo sociale, nel rispetto delle specificità dei sistemi nazionali. Il futuro European Care Deal rappresenta un’occasione per proseguire questa riflessione e per integrare meglio i lavoratori domestici nelle politiche europee di assistenza.
Per leggere i rapporti, saperne di più sulla rete Family (Net) Work e scoprire i prossimi eventi, consultate il website.