Le parti sociali europee dei servizi alla persona e alla famiglia (PHS) – EFFAT, EFFE, EFSI e UNI Europa – hanno pubblicato l’edizione 2026 del PHS Employment Monitor. Realizzato nell’ambito del progetto SCALE UP, finanziato dall’UE, il rapporto prosegue la prima edizione del 2024 e offre un quadro dettagliato dei servizi alla persona e alla famiglia in Europa.
Il Monitor ha raccolto oltre 8.000 risposte in 36 paesi. Hanno partecipato 5.610 lavoratrici e lavoratori, quasi 1.855 datori di lavoro domestico, 354 utenti e 354 organizzazioni fornitrici di servizi. Ascoltare tutte le parti del rapporto di lavoro fa emergere una sfida comune: migliorare retribuzioni e condizioni di lavoro, garantendo al tempo stesso servizi economicamente accessibili.
Con un’inflazione cumulata del 6,2% nell’UE dal 2024, la crisi del costo della vita pesa allo stesso modo su famiglie, fornitori e lavoratori. Nella prefazione, Nicolas Schmit, ex Commissario per l’Occupazione e i diritti sociali, sottolinea la persistenza di questa crisi e la crescente preoccupazione per l’accessibilità economica “per entrambe le parti del rapporto di lavoro”.
Le condizioni di lavoro restano preoccupanti. Solo circa un quarto dei lavoratori ha una settimana standard di 35-40 ore e sei su dieci dichiarano di soffrire di disturbi muscolo-scheletrici. Un quarto ha subito o assistito ad abusi verbali e quasi il 15% segnala molestie sessuali o violenze fisiche o sessuali. I lavoratori conviventi sono particolarmente esposti: quasi sei su dieci di quelli reperibili soffrono di disturbi del sonno e molti segnalano mancanza di cibo e condizioni di vita disumane. Circa il 20% dei rispondenti lavora al di fuori del proprio paese d’origine. Per loro le priorità sono informazioni chiare sui propri diritti, un accesso più semplice a permessi di lavoro e visti e una maggiore protezione dagli abusi.
Il punto di maggiore convergenza tra tutti i gruppi di rispondenti è che il settore ha bisogno di maggiore rispetto istituzionale. Il Monitor è chiaro su cosa significhi in concreto: non campagne di sensibilizzazione, ma scelte concrete in materia di lavoro e di politiche pubbliche. Tra queste:
Secondo la logica del rapporto, spetta alle istituzioni formalizzare, professionalizzare e rafforzare il settore, estendere i diritti sociali e del lavoro e contrastare il lavoro non dichiarato. Solo allora il rispetto sociale potrà seguire.
I sindacati restano una fonte essenziale di informazione sui diritti. I non iscritti si affidano più spesso ai siti governativi, ai social media, ad amici e familiari. Quattro fornitori su dieci non applicano alcun contratto collettivo, settoriale o aziendale, mentre circa due terzi degli utenti non datori di lavoro preferirebbero rivolgersi a un’impresa coperta da un contratto collettivo. Tra i datori di lavoro domestico non rappresentati da un’associazione datoriale, sette su dieci vedono il vantaggio della rappresentanza o non si pronunciano, il che rivela un reale potenziale per azioni di sensibilizzazione. Il Monitor conclude che lavoratori, datori di lavoro e utenti devono agire insieme, nel quadro della contrattazione collettiva e del dialogo sociale, per stimolare l’intervento pubblico di cui il settore ha bisogno.
Il Monitor è stato presentato il 15 giugno 2026 in un evento di lancio con più di 160 partecipanti, tra cui decisori politici, parti sociali e ricercatori. Aude Boisseuil, delegata generale di EFFE, ha aperto i lavori sottolineando lo sforzo collettivo alla base del rapporto e l’importanza di politiche fondate su dati concreti. Gli interventi di rappresentanti della Commissione europea, del Ministero del Lavoro spagnolo e del Parlamento europeo hanno affrontato la carenza di manodopera, le condizioni di lavoro e il riconoscimento del lavoro domestico. La dott.ssa Shannon Pfohman, direttrice esecutiva di Eurocarers, ha accolto il rapporto come segno che l’assistenza e il lavoro domestico “stanno acquisendo importanza” e ha affermato che i servizi alla persona dovrebbero essere “al centro dell’agenda politica”. La discussione ha inoltre esaminato come questi risultati possano alimentare il futuro European Care Deal.