Notizie PHS Employment Monitor 2026: pressione sull’accessibilità economica e un appello a un rispetto che si misura con i fatti
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PHS Employment Monitor 2026: pressione sull’accessibilità economica e un appello a un rispetto che si misura con i fatti

15 Giugno 2026

Le parti sociali europee dei servizi alla persona e alla famiglia (PHS) – EFFAT, EFFE, EFSI e UNI Europa – hanno pubblicato l’edizione 2026 del PHS Employment Monitor. Realizzato nell’ambito del progetto SCALE UP, finanziato dall’UE, il rapporto prosegue la prima edizione del 2024 e offre un quadro dettagliato dei servizi alla persona e alla famiglia in Europa.

Un’indagine che dà voce a tutti gli attori del settore

Il Monitor ha raccolto oltre 8.000 risposte in 36 paesi. Hanno partecipato 5.610 lavoratrici e lavoratori, quasi 1.855 datori di lavoro domestico, 354 utenti e 354 organizzazioni fornitrici di servizi. Ascoltare tutte le parti del rapporto di lavoro fa emergere una sfida comune: migliorare retribuzioni e condizioni di lavoro, garantendo al tempo stesso servizi economicamente accessibili.

Con un’inflazione cumulata del 6,2% nell’UE dal 2024, la crisi del costo della vita pesa allo stesso modo su famiglie, fornitori e lavoratori. Nella prefazione, Nicolas Schmit, ex Commissario per l’Occupazione e i diritti sociali, sottolinea la persistenza di questa crisi e la crescente preoccupazione per l’accessibilità economica “per entrambe le parti del rapporto di lavoro”.

Tra salari bassi e costi elevati

La casa è un luogo di lavoro e deve essere sicura

Le condizioni di lavoro restano preoccupanti. Solo circa un quarto dei lavoratori ha una settimana standard di 35-40 ore e sei su dieci dichiarano di soffrire di disturbi muscolo-scheletrici. Un quarto ha subito o assistito ad abusi verbali e quasi il 15% segnala molestie sessuali o violenze fisiche o sessuali. I lavoratori conviventi sono particolarmente esposti: quasi sei su dieci di quelli reperibili soffrono di disturbi del sonno e molti segnalano mancanza di cibo e condizioni di vita disumane. Circa il 20% dei rispondenti lavora al di fuori del proprio paese d’origine. Per loro le priorità sono informazioni chiare sui propri diritti, un accesso più semplice a permessi di lavoro e visti e una maggiore protezione dagli abusi.

Costruire il rispetto: una questione di azioni, non di parole

Il punto di maggiore convergenza tra tutti i gruppi di rispondenti è che il settore ha bisogno di maggiore rispetto istituzionale. Il Monitor è chiaro su cosa significhi in concreto: non campagne di sensibilizzazione, ma scelte concrete in materia di lavoro e di politiche pubbliche. Tra queste:

Secondo la logica del rapporto, spetta alle istituzioni formalizzare, professionalizzare e rafforzare il settore, estendere i diritti sociali e del lavoro e contrastare il lavoro non dichiarato. Solo allora il rispetto sociale potrà seguire.

Il dialogo sociale come strada da percorrere

I sindacati restano una fonte essenziale di informazione sui diritti. I non iscritti si affidano più spesso ai siti governativi, ai social media, ad amici e familiari. Quattro fornitori su dieci non applicano alcun contratto collettivo, settoriale o aziendale, mentre circa due terzi degli utenti non datori di lavoro preferirebbero rivolgersi a un’impresa coperta da un contratto collettivo. Tra i datori di lavoro domestico non rappresentati da un’associazione datoriale, sette su dieci vedono il vantaggio della rappresentanza o non si pronunciano, il che rivela un reale potenziale per azioni di sensibilizzazione. Il Monitor conclude che lavoratori, datori di lavoro e utenti devono agire insieme, nel quadro della contrattazione collettiva e del dialogo sociale, per stimolare l’intervento pubblico di cui il settore ha bisogno.

Dalla pubblicazione al dibattito

Il Monitor è stato presentato il 15 giugno 2026 in un evento di lancio con più di 160 partecipanti, tra cui decisori politici, parti sociali e ricercatori. Aude Boisseuil, delegata generale di EFFE, ha aperto i lavori sottolineando lo sforzo collettivo alla base del rapporto e l’importanza di politiche fondate su dati concreti. Gli interventi di rappresentanti della Commissione europea, del Ministero del Lavoro spagnolo e del Parlamento europeo hanno affrontato la carenza di manodopera, le condizioni di lavoro e il riconoscimento del lavoro domestico. La dott.ssa Shannon Pfohman, direttrice esecutiva di Eurocarers, ha accolto il rapporto come segno che l’assistenza e il lavoro domestico “stanno acquisendo importanza” e ha affermato che i servizi alla persona dovrebbero essere “al centro dell’agenda politica”. La discussione ha inoltre esaminato come questi risultati possano alimentare il futuro European Care Deal.

PHS Employment Monitor 2026